Cause ostative all'accesso al Concordato Preventivo Biennale (CPB)

L'istituto del concordato preventivo biennale (CPB) prevede la formulazione, da parte dell'Agenzia delle Entrate, di una proposta per la definizione biennale del reddito derivante dall'esercizio dell'attività d'impresa o dall'esercizio di arti e professioni ai fini delle imposte dirette e del valore della produzione netta ai fini IRAP.
L'adesione al concordato non produce effetti ai fini IVA.
Non tutti i contribuenti possono accedere all'istituto del concordato preventivo biennale, infatti, l’accesso alla proposta di concordato per le annualità 2026 e 2027 è subordinato all'assenza di specifiche cause ostative previste dalla normativa.
hanno iniziato l’attività nel 2025;
non hanno presentato la dichiarazione dei redditi per almeno uno degli anni 2023, 2024 o 2025 (in presenza del relativo obbligo);
presentano debiti tributari o contributivi definitivamente accertati pari o superiori a 5.000 euro (per imposte erariali o contributi INPS), a meno che tali debiti non siano stati estinti, ridotti sotto soglia o inseriti in piani di rateazione regolarmente rispettati prima dell'adesione;
hanno riportato condanne o sentenze di patteggiamento negli anni dal 2023 al 2025 per reati tributari (D.Lgs. 74/2000), riciclaggio, autoriciclaggio o false comunicazioni sociali;
nel 2025 hanno conseguito una quota di redditi esenti o non imponibili superiore al 40% del reddito complessivo d’impresa o di lavoro autonomo;
nel 2026 sono interessati da operazioni straordinarie (fusione, scissione, conferimento, cessione di ramo d'azienda per società o enti) oppure, per la società di persone o l'associazione di cui all'art. 5 del TUIR, modifiche della compagine sociale che ne aumentano il numero dei soci o degli associati, fatto salvo il subentro di due o più eredi in caso di decesso del socio o associato.


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