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Cause ostative all'accesso al Concordato Preventivo Biennale (CPB)

Immagine del redattore: Dott.sa Stefania Scaccabarozzi
Dott.sa Stefania Scaccabarozzi
19 ore fa
Tempo di lettura: 1 min

L'istituto del concordato preventivo biennale (CPB) prevede la formulazione, da parte dell'Agenzia delle Entrate, di una proposta per la definizione biennale del reddito derivante dall'esercizio dell'attività d'impresa o dall'esercizio di arti e professioni ai fini delle imposte dirette e del valore della produzione netta ai fini IRAP.

L'adesione al concordato non produce effetti ai fini IVA.


Non tutti i contribuenti possono accedere all'istituto del concordato preventivo biennale, infatti, l’accesso alla proposta di concordato per le annualità 2026 e 2027 è subordinato all'assenza di specifiche cause ostative previste dalla normativa.


  • hanno iniziato l’attività nel 2025;

  • non hanno presentato la dichiarazione dei redditi per almeno uno degli anni 2023, 2024 o 2025 (in presenza del relativo obbligo);

  • presentano debiti tributari o contributivi definitivamente accertati pari o superiori a 5.000 euro (per imposte erariali o contributi INPS), a meno che tali debiti non siano stati estinti, ridotti sotto soglia o inseriti in piani di rateazione regolarmente rispettati prima dell'adesione;

  • hanno riportato condanne o sentenze di patteggiamento negli anni dal 2023 al 2025 per reati tributari (D.Lgs. 74/2000), riciclaggio, autoriciclaggio o false comunicazioni sociali;

  • nel 2025 hanno conseguito una quota di redditi esenti o non imponibili superiore al 40% del reddito complessivo d’impresa o di lavoro autonomo;

  • nel 2026 sono interessati da operazioni straordinarie (fusione, scissione, conferimento, cessione di ramo d'azienda per società o enti) oppure, per la società di persone o l'associazione di cui all'art. 5 del TUIR, modifiche della compagine sociale che ne aumentano il numero dei soci o degli associati, fatto salvo il subentro di due o più eredi in caso di decesso del socio o associato.

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